Cancelletti di sicurezza, quali usare per proteggere il bambino dalle scale

Ormai è chiaro a tutti quanto possano essere utili i cancelletti di protezione per bambini da allestire in casa quando i piccoli iniziano a muovere i primi passi. Ma quanto può costare dotarsi di queste barriere protettive? I costi sono abbastanza contenuti, soprattutto in fascia bassa, ma anche se non lo fossero hanno un ruolo che non ha prezzo, quello di proteggere il nostro bambino da cadute o incidenti che potrebbero essergli fatali come insegna certa cronaca. Entrando nel merito delle proposte di mercato, i prezzi dei cancelletti di protezione oscillano da poche decine di euro (si parte da 15 euro per i modelli ‘minimal’ in legno da montare a pressione) a circa 150 euro per i migliori modelli estensibili con più moduli a incastro da montare su hardware a parete.

Proprio questi ultimi sono il tipo di cancello di protezione più sicuro, per quanto non c’è cancello che tenga se messo alla prova da un bambino insistente e cocciuto. Questo tipo di cancello, spesso in legno, acciaio smaltato o in doghe di alluminio viene installato avvitando le staffe in un telaio da inquadrare a muro. Una volta fissato, si possono riempire i fori con stucco per legno o calce per ‘ricucire’ le pareti messe a dura prova dal trapano. Alcune di queste barriere possono essere rimosse dall’hardware di montaggio quando si vuole aprire un varco. Quando e dove allestirli? Per quali impellenti esigenze di sicurezza se ne avverte la necessità? I cancelli montati su hardware, ossia nell’inquadratura delle pareti di casa, sono l’unico antidoto a un bel capitombolo sulle scale.

Perché non gli altri, ad esempio i cancelletti per bambini a pressione? Semplice, per una questione di maggiore sicurezza e stabilità. Nessun altro, come un cancelletto fissato al muro, più stabile e sicuro di qualunque altro modello, può prevenire rovinose cadute del piccolo dalle scale. Diversamente, i cancelletti a pressione, spesso in legno, acciaio smaltato o tubi di alluminio, possono anche essere realizzati in plastica o rete di nylon e si usano prevalentemente per dividere una stanza dall’altra, impedendo così di fatto l’accesso ai vani potenzialmente più insidiosi per un bambino, come la cucina.